lunedì 5 settembre 2011

APPUNTAMENTO ORGANIZZATO

Di veri amori nella mia vita non ne ho avuti molti ma due in particolare sono stati quelli più importanti (oltre al principe Filippo quando avevo 6 anni e a Mr Darcy a 12) e che sono stati, naturalmente, quelli che m'hanno fatto soffrire di più tanto da farmi decidere di non impegnarmi per un po'. 
Infondo sto anche bene da sola, ma questo le mie amiche non lo possono accettare e quindi...appuntamento organizzato!
La storia è sempre la solita: lui vede la tua foto su facebook, chiede alle amiche di presentarti e di organizzare qualcosa.
Se la prima volta il ristorante puzzava di brodo in maniera terribile, la seconda è sicuramente stata la migliore.
Ore 20.30 la mia amica, il moroso, io e il mio pretendente quello che per tutti/e sarà il mio boy friend, l'uomo dei pic nic domenicali e delle serate con film a noleggio, l'uomo della mia vita..secondo loro.
Si decide di andare a giocare a biliardo, squadre o 1 contro 1? la seconda ovviamente, sapete per socializzare. Tavolo 13. Fa il simpaticone lui:
-Vedrai è semplice, basta colpire la pallina bianca per mettere in buca le altre! sei mancina vero? anche io sono mancino..-.
- anche Leonardo da Vinci lo era- lo freddo io, ma lui ride. Bah.
-dai ti insegno, la stecca la devi tenere così..-.
Allora, tutti sanno, comprese le mie amiche, che io sono imbattibile a biliardo. Tra una birra e l'altra (per lui solo acqua tonica--ha lo stomaco sensibile) in meno di 20 minuti mando in buca la 1.
Lui è spaventato, lo si vede è diventato bianco come un lenzuolo. Non mi parla più per tutta la serata, non fai più il simpaticone, eh?
Credete che si sia fatto risentire? NO.
credete che le mie amiche si siano arrese? assolutamente no.
credete che grazie ai loro appuntamenti io sa felicemente fidanzata? vi piacerebbe!


sabato 5 febbraio 2011

IL CORPO DELLE DONNE


Tra le tante stupidaggini che scrivo volevo ora aprire una piccola parentesi su una cosa seria. 
Sono stata "taggata" da una mia amica di Facebook su di un video che parla del corpo della donna..lei ha commentato: "è adatto a te".
Ne sono rimasta affacinata e sconvolta allo stesso tempo, così ho deciso di pubblicare sia il video stesso sia il veritiero discorso di Lorella Zanardo...a me ha fatto molto riflettere.



Alle elementari per suddividere un riassunto da un altro la maestra mi diceva di disegnare le grechine: elementi decorativi, cornice del mio lavoro. La tv pullula di cornici donne alcune che ripropongono il light motivo erotico, altre che sono semplicemente di grazioso decoro, volti giovani e freschi che fungono da “separetto” “sopramobile” “grechine”.
Ci ricorda Loredana liperini, autrice del testo “ancora dalla parte delle bambine” come a monte del regiseno in vista e delle labbra gonfie che anche la più intelligente delle ospiti di un dibattito si sente a differenza di quelli maschi obbligate ad esibire, c’è il malinteso concetto per cui un essere umano raggiunta la presunta liberazione dagli stereotipi possa usare i medesimi per divertirsi.
Ma a giocare con i simboli e con gli stereotipi presuppone una consapevolezza così potente, così granitica del gioco medesimo che è molto difficile non restarne scottati. Ci si può far infilare sotto un tavolo di plexiglass, si può assumere la funzione di gambe del tavolo, passare molto tempo lì sotto accucciata mantenendo la leggerezza di un gioco? Senza che da qualche parte recondita del nostro corpo non si procuri una ferita? E cosa sentiamo noi di qua dello schermo? Lì alla tv c’è una donna che un uomo sta mettendo al posto delle gambe di un tavolo. All’epoca qualcuno provò a protestare, ma gli autori ed il presentatore Mammucari si indignarono poiché “la ragazza è una scultura vivente e in gabbia ha pure i buchi per respirare”.
Un numero infinito di donne umiliate. Molte delle donne adulte della tv italiana sono potenti come uomini e di conseguenza sembrano sentirsi in obbligo di adottarne lo stile brusco esattamente come farebbe un prevaricatore anche se con modalità diverse.
Per anni ho creduto che la tv non mi riguardasse, non riguardasse i milioni di donne che lavorano, si impegnano, che hanno uno scopo nella vita. Ma queste immagini balzano dalla tv ed entrano nelle nostre case, alimentano le fantasie, occupano gli occhi dei nostri figli, invadono il mondo. È  in gioco la sopravvivenza della nostra identità.
Perché non reagiamo? Perché non ci presentiamo nella nostra verità? Perché accettiamo questa umiliazione continua? Perché non ci occupiamo dei nostri diritti? Di che cosa abbiamo paura?



venerdì 4 febbraio 2011

LE SCARPE

Le scarpe, parte della tua personalità, esprimono chi sei realmente o chi vorresti essere: dimmi che scarpe indossi e ti dirò chi sei.
* Décolletée e sandali col tacco: chic e sofisticata, sexy e seducente forse hai poca o troppa fiducia in te stessa;
* Ballerine o calzari: dimostri una certa sicurezza, per piacere non hai bisogno di esibirti sui tacchi alti, hai i piedi ben piantati per terra.
* Sneakers: comodità e la tua natura attiva, con una puntina di giovanilismo e di rifiuto di invecchiare.Sei una donna efficace e pragmatica, piuttosto diretta nel tuo rapporto con gli altri.
* Mocassini: mancanza di fantasia e un attaccamento alle convenzioni, fa fatica a lasciarsi andare.
* Zeppe: le tue scarpe si accordano al tuo stile di vita, dinamico ma femminile.
* Tronchetti: trendy e diventente,  giochi con la tua femminilità senza esagerare rivelando un'incertezza.
“Il vero appassionato sa che la scarpa identifica chi la porta, esprimendo le sue aspirazioni più profonde; è, in breve, il pezzo centrale del guardaroba” citazione di una mia amica.
Io amo le scarpe, ho solo un problema che si può riassumere con un semplicissimo numero: 41, ed è la rogna più grande per noi altone. Sì perché le gambe alla fine non servono tanto se non ti puoi comprare una scarpa che ti piace a causa degli  sci, pinne, sleppe, piedi di pinguino e altri nomi che gli amici/familiari chiamano i tui falsi “piedini di fata”. Ma non dobbiamo arrenderci!
E' una sfida con noi stesse ed è per questo che appena il portafoglio acquista volume andiamo a comprarci le scarpe.
Giusto un paio di giorni fa ci sono andata…non l’avessi mai fatto. 
Arrivata mi incammino “per la selva oscura” degli scaffali, portatori delle scarpe: rosse laccate, scamosciate, con borchie, senza borchie, in pelle, 6, 7, 8, 10, 12 centimetri di tacco, blu, nere, leopardate, da menager in carriera, da primo appuntamento...ero in estasi.
In mezzo a tutto quel ben di Dio, ecco spuntare da dietro una colonna una commessa: alta, se tutto va bene, 1.50, sguardo assassino, french che le allungano le dita sottili, sorriso falso come la borsa di Louis Vuitton che ho comprato al Galassia per 15 Euro.
E lei si avvicina stile rallenty, ti guarda e ti dice:- posso esserti utile?-.
-Sì in effetti sto cercando una scarpa con tacco 10 nera, punta arrotondata magari un po’particolare- e ti senti figa nel dire tutto questo, ma nel momento in cui credi di averla fregata ecco la domanda più imbarazzante del mondo:- numero?-.
Vacca boia ladra! E tu abbassi lo sguardo e, quasi singhiozzando, rispondi:- 41-.
E cosa fa lei? Fa quella risata che sopprime mettendosi la mano davanti alla bocca, ordina dietro l’orecchio la frangetta (che, sappiatelo, ritorna esattamente dov’era!) :- 41? La vedo dura, ma tentiamo. Seguimi-. Vedo sfrecciare davanti a me splendide manifatture ma lei va avanti nell’angolo abbandonato del negozio e lì si ferma:- qui ci sono le scarpe con tacco con numeri alti-. Fanno cagare. Sembrano quelle che portano le suore solo con un po’ di tacco in più, no no, mi rifiuto..faccio finta di essere interessata e la mando via. Appena la vedo somparire mi fiondo su quel paio che 3 scaffali più in là avevo visto, eccole! 36,37,38,39,40...cazzo! Ma ho l’imprinting, sono loro! La scatola è in alto ma ecco la fortuna di essere 1.75. Le provo, mi autoconvinco che con calze più sottili non mi farà male la punta, deciso, le compro. Non costano neanche tanto. Con la scatola sotto braccio e con un sorriso soddisfatto vado alla cassa e chi trovo?? Crudelia che appena vede le scarpe mi domanda:- le stanno?- ma la risposta è pronta:- mi sono ricordata che questa marca ha le taglie leggermente diverse!-.


martedì 1 febbraio 2011

PRIMO APPUNTAMENTO

Incominciamo ad affrontare un altro tema assai importante per noi donne, ossia il primo appuntamento con quel ragazzo che abbiamo lasciato nella puntata precedente, proprio quello che all'ultimo minuto ha avuto quel "contrattempo" che non ha permesso alla Povera Donna di far sfilare le sue gambe lisce e spelate.
Purtroppo questo argomento non si può scrivere tutto d'un solo colpo perchè,come ho detto prima, è sia importante, sia complicato, sia soprattutto vario...mi spiego: farò varie puntate ognuna con un tipo di appuntamento, uno diverso dall'altro per vedere la Donna e il suo uomo in ambienti e in situazioni differenti.
Il materiale che sto pian piano raccogliendo è talmente tanto che la selezione è tremendamente difficile quindi portate un po'di pazienza..

INCOMINCIAMO
Per noi donne l'appuntamento è una cosa importante perchè è il momento in cui tu e la tua dolce metà potete stare da soli..l'appuntamento è un motivo anche per noi donne di far sfoggio del nosro stile sia nel vestiario che nel modo di comportarsi.
L'appuntamento può essere
* nella mattinata
* serale
Oggi vi racconterò quello serale.
NB: è l'uomo che invita la donna.

Primo appuntamento. La donna decide di indossare vestito rosso lungo fino al ginocchio, leggermente attillato e con le bretelline. Il copri spalle nero e la borsetta nera laccata dello stesso materiale delle scarpe. Capelli lisci, piastrati con la riga in parte con quel ciuffo che accarezza la guancia leggermente colorata con la terra. lucida labbra per la donna alle prime armi, rossetto rosso come il vestito per la temeraria.
Ci sentiamo perfette in questa perfezione, e per non far aspettare l'uomo ci presentiamo con 35 minuti d'anticipo nel luogo fissato per l'incontro.
Lui arriva, anche lui perfetto camicia un po'sbottonata, jeans, scarpe nere da sera..in mano ha una rosa rossa ( che guarda caso sta in tinta!) che porge sorridendo.
-Ti porterò in un posto fantastico-. non lo dubiti.
Arrivi al ristorante più elegante della città dove per prenortare devi chiamare almeno 2 settimane prima.
Sono nella lista e vengono accompagnati dal cameriere che li fa accommodare in un tavolino nel..giardino esterno.
Arrivano anche i menù. La donna la prima cosa che fa quando arriva il menù..GUARDA i PREZZi...un piatto di insalata 20 euro, ma lui la guarda e le sussurra avvicinandosi a lei:
-Non ti preoccupare..pago io..- e allora via con il vino d'annata, tartine con non si sa cosa sopra, zuppe, arrosto, verdure alla griglia, dessert.
In tutto questo tempo la donna e l'uomo hanno chiacchierato del più e del meno...arriva il caffè decaffeinato.
-Scusi, il conto..-.
alla cassa:- sono 389,90 euro signore....-.

Ora, cari uomini, che cazzo vi costa controllare prima di uscire se avete oppure no il vostro portafogli ??????? Ci vuole molto mettere la carta di credito nella tasca dei jeans ?? o se avete i contanti, che avete paura di perderli ?? Non avete tasche ??? esistono le suole delle scarpe, i calzini e (ma proprio proprio) le mutande !!!!!!
Però, e di questo ne sono assolutamente sicura, scommetto che il profilattico ve lo siete portato dietro...

LA CERETTA

Credo che le cose che in assoluto facciano soffrire una donna siano essenzialmente 3:

* quando il ragazzo ci lascia;
* quando scopriamo di avere la cellulite;
* quando ci facciamo la ceretta.

Vorrei soffermarmi soprattutto sul terzo punto dato che proprio 1h e mezzo fa sono tornata dall'estetista.
Per noi donne avere le gambe perfette è un'ossessione, ci servono.
Naturalmente quando ne abbiamo bisogno?? quando abbiamo un appuntamento e quando arriva l'estate, e qui sono cavoli amari perchè dopo il periodo invernale in cui noi donne ci siamo lasciate andare per quanto riguarda bellezza delle gambe, ora la situazione si fa critica.
Ci sono varie tesi sulla depilazione, ora qui io riporto quelle che ho sentito dalle mie amiche per quanto riguarda questa questione:

* la SCHIUMA/CREMA: serve per evitare la ceretta. è meno dolorosa e la usano le ragazze che di peli ne hanno 5 massimo;

* il RASOIO: per le donne che hanno paura della ceretta il rasoio è la cosa più semplice in assoluto. Veloce pure questo ha solo un difetto: si vede subito la ricrescita del pelo, e quindi spesso si vedono gambe puntinate di nero;

* CERETTA DALL'ESTETISTA: qui si incomincia a sentire il dolore. Spesso l'estetista quando ti fa sedere sul lettino si mette a far domande sulla tua vita e sul mondo...insomma ti fa parlare per non sentire il dolore. Diversamente dagli anni scorsi, ora ti spalma sui Luoghi desiderati una specie di cosa color miele e, dopo aver tirato fuori le striscette, incomincia la tortura..ma una tortura abbastanza sopportabile...il dolore viene quando poi ti presenta il conto...se non volete spendere tanto fatemelo sapere che ho trovato una tipa che cn 20 euro fa ascelle, tutta gamba e inguine..(aiiii);

* CERETTA CASALINGA: allora...qui incominciano i problemi. Quando una persona decide di farsi la ceretta da sola significa che è in una situazione tragica, ora spiego meglio.
Dopo il luuuungo letargo invernale, dove le gambe hanno riposato, la donna si ritrova con degli arti inferiori da scimmia ( non dite di no perchè è verissimo!!!)..naturalmente proprio quel giorno il ragazzo più figo del mondo magari le ha chiesto di uscire e la donna, per farsi figa, decide di sottoporsi alla tortura per eccellenza.
La donna, che è facile da intortare e questo i media lo sanno, va al supermercato a comprarsi le strisce depilatorie quelle della pubblicità, dove la protagonista dopo averla applica la tira via con la massima semplicità.
La donna, che non si ricorda di avere al posto delle gambe due creature pelose, decide di comprare 3 pacchetti di marche diverse: le strong, le intermedie, e quelle per pelli sensibili. Dopo aver speso tanto quanto una seduta dall'estetista, la donna ritorna a casa e lì incomincia il dilemma...
Dopo essersi infilata una facetta per capelli, e dopo essersi messa in mutande, incomincia ad applicare la prima striscia, quella per pelli sensibili. Naturalmente la paura del dolore è così tanta che la Donna tira via la striscia ma lascia tutta la cera attaccata alla gamba. Un'attacco di panico invade la nostra protagonista: che fare ora?? Una luce dall'alto le da la risposta: " apro il pacchetto delle strisce intermedie".
Determinata come non mai la donna le apre, applica e decide che per non sentire il dolore è meglio cantare: "oh my little sunshine, my only..." STRAC !!!!!! ecco il primo è fatto.
Dopo aver fatto una gamba, la donna ha finito il suo repertorio canoro e allora arriva IL pensiero:" basta".
Certo che andare in giro con una gamba fatta e una no, non è il massimo.
Ecco che allora la donna escogita il secondo piano: il panno tra i denti. Questa soluzione è molto interessante e funziona.
Bon le gambe sono finite: manca inguine e ascelle.
"Inguine la prossima volta ma le ascelle...il vestito che voglio mettere è sbracciato"...naturalmente..
Non può la donna andare in giro con la foresta tropicale sotto le ascelle.
Ora servono le strong. Prende applica e....DRIIIN DRIIIIIIN.....NO è LUI !!!!!!!!!!!!!!!
Veloce come un razzo la donna prende strappa fa la seconda ascella, si fionda al telefono e risponde lacrimando: "pronto?"
"sì ciao sono **********, senti oggi sono stra incasinato, non è che ci possiamo vedere domani??".

Vorrei sapere chi ha inventato il detto CHI BELLA VUOL APPARIRE MOLTO DEVE SOFFRIRE...penso un uomo a qusto punto...caro amico....VAFFANCULOOOOOOO !!!!!!